Roma. alla piccina piacciono le Winx e papà glile ha portate. Non le bambole : quelle vere in ciccia e paillettes. Ventimila euro per allestire in giardino a Fregene una tappa privatissima del musical delle fatine adorate dai bambini. Un piccolo sfizio se lo si confronta a quella penna da 220mila Euro che un industriale del sughero s'è portato a casa dall' ultima fiera del lusso Luxury & Yachts di Vicenza ( 22mila visitatori...) . O a quella poltrona col braccio decorato di diamanti acquistata alla stessa modica cifra di 220mila euro da un notaio milanese. L' ombrello in coccodrillo da 32mila euro griffato Billionaire allora è roba da pezzenti. Schiaffi alla miseria? Più che altro un pestaggio bello e buono con mazze e catene ( d'oro naturalmente). Chi l' ha detto che l' Italia non è più un paese per ricchi? Se tanti tirano la cinghi, al di là delle facili demagogie, i ricchi sono semre di più e sempre più ricchi. sicuramente molti di più di quei 54mila contribuenti che hanno dichiarato un reddito di oltre 200mila Euro ( lo 0,13%.....), se è vero che nella sola Milano ci sono 150mila fortunati che spendono più di 20mila Euro al mese in beni superflui. E se è vero che l' anno scorso sono sati venduti 200mila Suv e comprate barche per tre miliardi. I conti non tornano: quella sbirciata nelle dichiarazioni on line che hanno fatto scandalo è una realtà virtuale. E comunque, stando solo ai dati ufficiali, in un anno quelli che hanno più di un milione in banca sono aumentati del 2,5%: se nel 2002 erano 110mila famiglie, oggi grazie anche all' euro sono 205.800 ( Merril Lync-CapGemini). Secondo un sondaggio di Astra ricerche gli italiani che si dichiarano ricchissimi sono un milione 800Mila evidentemente dimenticano di dichirarlo anche al fisco. La crisi non lambisce il cosiddetto mercato di lusso, che anzi cresce: nel 2006 un giro d' affari di dieci miliardi ( + 16,5%). Se dei nababbi da copertina si sa tutto e non può più stupire che Roberto Cavalli abbia il cinema sul suo yacht, che Matteo Marzotto si sposti solo in elicottero o che Daniela Santanché, l' eroina della destra sociale, si tuffi nella piscina rivestita di madreperla nel suo palazzetto di quattro piani a milano, quel che invece può colpire è il tenore di vita di un esrcito di anonimi best spenders ( spendaccioni, nel gergo del Marketing). I nuovi ricchi italiani, quelli avvantaggiati anche dalla morte della lira, sono anonimi liberi professionisti, notai, avvocati, imprenditori, commercianti all' ingrosso, manager. come Gaetano Paradiso, nomen omen, 42 anni , socio fondatore di Valore Italia, agenzia di assistenza finanziaria. E' lui quello delle Winx in giardino. appena reduce da una settimanella al Polo sud da 34mila Euro: << Soldi assolutamente spesi bene: un' esperienza unica dormire a -42° in tenda in condizioni estreme. L' anno prossimo faccio il bis al Polo Sud>>. come vive un nuovo ricco ce lo racconta lui, senza pudore né ipocrisia: << Guardi io pago le tasse fino all' ultimo centesimo e non devo nascondere nulla: sono figlio di un ex impiegato con 1.020 Euro di pensione e di una casalinga, tutto quello che ho me lo guadagno lavorando come un mulo da 18 anni. Quello che produco, spendo: avrò una riserva per un paio d' anni, ma non ho l' angoscia del futuro, se le cose oggi mi vanno bene so che andranno bene anche domani. Come vivo? Ho un appartamento alla Balduina con un giardino, alberi eccetera, e un attico a Milano. Ho cinque auto: un Suv Audi, due Mercedes e due Smart. Ho due persone a servizio più un giardiniere e due segretarie personali. In vacanza preferisco le ville private agli albergoni: in Costa del Sol, di recente, ne avevamo una con un cuoco, un autista, un giardiniere e due donne di servizio. viaggio in aereo privato. Ora vado a Cannes per noleggiare uno Yacht di trenta metri da centomila euro alla settimana per le ferie, ma saremo in sei o sette. Vivo all' altezza delle mie possibilità. Io dico che un bel ricordo è meglio di un'opera d' arte nel caveau, perchè non te lo può rubare nessuno. Doveva vedere la gioia di mia figlia quando l' ho portata nel backstage di High School Musical a conoscere gli attori: c' eravamo solo noi>>. Mister Paradiso è un cliente di Quintessentially, l' agenzia internazionale fondata dal nipote di Carlo d' Inghilterra, di cui Briatore è socio. il loro mestiere è organizzare la vita, e soprattutto il divertimento, anche a quei quattromila soci italiani che possono permettersi un' iscrizione da 1.400 a 36mila Euro l' anno. chi possiede questa ultima Card, la più costosa al mondo, ha dirito a un' assistenza personalizzata 24 ore al giorno in ogni angolo del mondo per 365 giorni. se vuoi un tavolo all' Harry's bar di Venezia mezz' ora prima, è la segretaria personale di briatore a telefonare al signor Cipriani per farlo saltare fuori anche se non c'è. Tony Gherardelli, amministratore delegato di Quintessentially Italia, sa bene come vivono i nostri ricchi e quali sono i loro capricci. Da quello che voleve regalare alla fidanzata una cena con fiorello ( ma lo showman ha detto di no) a chi ha preteso, e ottenuto, un leoncino nel giro di tre ore, sempre per far felice l' amata. << Da quello che per 200mila Euro s'è organizzato un viaggio di cinque giorni di lavoro negli states col Jet privato a quello che per soli 2.500 Euro ha giocato allo 007 inseguendo in Aston Martin per Londra una finta spia Russa>>. I clienti anno hanno dai 35 ai 45 anni in media, sono imprenditori e manager del tutto sconosciuti. A volte si accontentano anche di qualcuno che vada a fare la fila per il passaporto al posto loro oppure servizio richiestissimo, della squadra oer il cambio stagionale del guardaroba: arrivano in tre, vestiti come agenti speciali, fotografano, svuotano e riordinano tutti gli armadi per tremila Euro. chi pure deve sudare assai per rincorrere tutte le smanie per la villeggiature dei Paperoni sono quelli dell' agenzia Luise, del porto di Capri: << Una volta>> racconte Franceso Luise << abbiamo dovuto rimediare un pezzo di prato vero da mettere sulla yacht di un imprenditore italiano per i bisogni del suo cane. c' è anche chi per avere il Financial time appena sveglio fa mandare un elicottero a terra. Un' altra volta volevano una zingara che leggesse la mano agli ospiti>>. Predisse a tutti cose meravigliose. Secondo uno studio dell' American Express sui possessori della Centurion Card, la più esclusiva del mondo ( in Italia ne circolano quattromila: età media 46 anni, il 65% imprenditori) esistono quattro tipi o momenti della ricchezza. Prima fase: l' esibizione dello status symbol. Seconda fase: cerco almeno di capire così tanto quello che compro. Terza fase: voglio spendere solo per quello che è meglio per me, anche se non lo sa nessuno. Un esempio: il commercialista modenese Vincenzo Tardini, forse il primo collezionista di Krug italiano, che ha in cantina un patrimonio imbottigliato di 250mila Euro << ma per stappare un Clos du Mensil del '79 non serve una grande occasione: basta solo una compagnia in grado di apprezzare>>. quarta fase: l' esclusività. mi compro quello che nessun altro può avere: al concerto o alla sfilata, voglio stare nel backstage. Al Gp di Montecarlo, nel paddock tra i meccanici. I Viaggi rappresentano il 30% delle spese dei titolari Centurion: almeno cinque all' anno per piacere e dieci in media per lavoro. Le loro spese lievitano del 20% annuo. L' ex Senatore napoletano Mario D' Urso, 68 anni, frequentava abitualmente gli agnelli e tutti i salotti buoni della finanza: << Oggi i ricchi>> osserva << sono aumentati e sono meno conosciuti. Quelli di un tempo venivano dalle buone tradizioni dell' aristocrazia repubblicana o papalina ed erano ben educati e colti. Non che fossero meno eccentrici, arroganti o appariscenti, anzi forse di più, ma avevano più gusto, parlavano di tutto e non solo di soldi ,potere e affari, Ora l' aere privato ce l' hanno tutti, la barca si fa a chi l' ha più lunga, ma c'è meno rispetto e ci si diverte meno. quando a Capri c' erano quattro barche e non quattrocento, per essere ricchi bastavano meno soldi>>. Che il vero ricco se la goda il più possibile di nascosto non è una novità. << A milano>> dice Viviana Kasam, giornalista esperta di arte e società, << ci sono molti più ricchi dal basso profilo mentre quella di Roma è una ricchezza smargiassa, barocca, opulenta e spesso solo apparente. un trionfo di chiffon, profumi, labbra a canotto e tettone rifatte al vento>>. E' la Roma cafonal sbertucciata da Roberto D' agostino: << L' Italia dei ricchi è cambiata dopo la guerra degli anni '70, quando tra rapimenti, terrorismo e austerity vigeva la regola per cui il vero ricco doveva comparire solo nei necrologi. Poi c' è stata la liberalizzazione ed è iniziata la Belle epoque: erano così felici che hanno perso la testa. E' scoppiato il berlusconismo e finalmente tutti potevano uscire dal tunnel al grido di famojela vedè, dopo aver sofferto tanto tappati tutti in casa co' quei miliardi. E' stato il trionfo dell' edonismo, dei los pacchianos. Quello che mi fa più rabbia è che, pur avendo i mezzi, hanno case ingurdabili, tutte stoffe e mobili pesanti, poca arte moderna: un arredamento primitivo con l' immancabile foto del baciamano al Papa>>. Ma anche la Capitale, grazie ai nuovi ricchi che viaggiano tanto, sis ta aprendo al design a all' arte moderna. un imprenditore ha scucito 250mila Euro per una cucina Promemoria nel negozio dell' architetto Dennerlein. Esistono tanti tesori nascosti a Roma: come la sorprendente villa di Guia Sospisio, frequentatissima da politici e artisti. alle spalle di Regina Coeli, dietro a un cancelletto qualsiasi, si entra miracolosamente in un pezzo di campagna inglese nel cuore di roma. un boschetto a terrazzamenti di vegetazione lussureggiante immerso nel silenzio. Giù un palazzetto del Seicento, con un paio di fontane rupestri dell' epoca in una nicchia del salone e, due rampe più su nel giardino, un grande cottage in legno bianco in stile coloniale. Ci si aspetta che dalle frasche sbuchi Sandokan da un momento all' altro. E invece, al massimo, arriva Bertinotti.
Fonte: Art. Emilio Marrese "Venerdì di Repubblica"
Gaetano Paradiso, paga le tasse fino all' ultimo centesimo, ( e ci voglio credere) ma tutti quegli altri che all' avvento del Berlusconismo sono finalmente potuti uscire di casa al grido di "famojela vedè", (a quei morti di fame che prendono quando va bene 1.200 Euro al mese) dopo aver sofferto, poverini, tappati in casa con tutti quei miliardi ( mi fanno proprio tanta pena), faranno lo stesso?
Spero che tocchi alla Guardia di Finanza l' ardua sentenza.